La situazione della logistica e-commerce, in seguito alle ultime disposizioni legislative del 22 Marzo, è nebulosa. Qui a Sendcloud cerchiamo di fare chiarezza sia su questo aspetto che su quello relativo ai corrieri coronavirus. Inoltre, cercando di tenere informati i nostri utenti, qui è possibile scaricare un’infografica e-commerce coronavirus con 22 consigli utili su come trasformare questa crisi in opportunità.

Per prima cosa, è necessario dire che gli e-commerce non devono chiudere. Infatti, ogni attività, potrà continuare a vendere i propri prodotti e servizi

“in modalità a distanza”

ossia utilizzando internet.

Inoltre, stando alla recente nota del MISE, si può dire che:

il commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet è espressamente previsto dall’allegato 1 al DPCM dell’11 marzo 2020 che continua a produrre i suoi effetti in quanto richiamato e prorogato fino al 3 aprile dal DPC 22 marzo 2020.

Detta la cosa più importante, di seguito riassumiamo il contenuto dell’articolo in modo che potrai navigare subito le sezioni più interessanti per te:

E-commerce coronavirus: le attività che possono continuare

Il governo italiano, nel tentativo di fare chiarezza, ha indicato in maniera specifica e puntuale tutte le attività che possono continuare con la produzione. In questo periodo di particolare incertezza, infatti, è stata prevista la chiusura di qualsiasi attività industriale e commerciale “non necessaria”.

Le attività ritenute indispensabili, d’altro canto, sono state indicate nel seguente documento: attività coronavirus.

Queste attività non soggette alla chiusura sono state elencate e classificate in base al relativo codice ATECO. Come stabilito dal decreto:

“le attività produttive che sarebbero sospese ai sensi della lettera a) possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile”.

I precedenti decreti legati all’e-commerce coronavirus

Questa nuova disposizione legislativa, tuttavia, non sostituisce quanto precedentemente stabilito dal decreto precedente (emanato dal presidente del consiglio dei ministri) in data 11 Marzo.

La situazione, tuttavia, è in divenire e soggetta a repentini cambiamenti. Inoltre, quanto detto in questo articolo rappresenta un’interpretazione del decreto stesso.

Tornando al decreto dell’11 Marzo: si stabilisce come non ci sia nessuna restrizione particolare per quanto riguarda

il commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet”.

A conclusione di questo excursus, dunque, sembra opportuno stabilire che non ci siano limitazioni per quanto riguarda gli e-commerce.

E-commerce coronavirus: negozi fisici e online

La domanda, a questo punto è: se ho un punto di vendita fisico?

In questo caso, l’imprenditore deve verificare che la propria attività fisica sia compresa nell’allegato linkato nel paragrafo precedente. Se così fosse, allora sarà possibile per lui continuare l’attività senza problemi in modalità online e offline. Nel caso in cui questa attività non fosse inclusa nell’elenco di cui sopra, invece, l’imprenditore potrà continuare la propria attività solamente in modalità offline per evitare in ogni maniera il contatto fisico non necessario.

Corrieri coronavirus: com’è la situazione?

Per quanto riguarda i corrieri, invece, la situazione è variegata. In questo articolo sulla logistica coronavirus viene elencata la situazione corriere per corriere con aggiornamenti quotidiani sull’operatività.

Tuttavia, riprendendo quanto stabilito dall’ultimo decreto, si può dire come le attività dei corrieri rientrino tra le attività ritenute indispensabili. Quindi, i corrieri continueranno a svolgere la propria attività in questo periodo difficile poichè ritenuti indispensabili.

Si faccia riferimento, a questo proposito, al codice ATECO 53

servizi postali e attività di corriere

Inoltre, continueranno nella propria operatività anche le attività comprese dal codice ATECO 52, ossia:

attività di magazzinaggio e di supporto ai trasporti

Alla fine di questo ragionamento, si può quindi stabilire che l‘operatività dei negozi online non dovrebbe essere inficiata in alcun modo dalle disposizioni legislative.

E-commerce coronavirus: le comunicazioni al prefetto

I siti e-commerce sono assolutamente esenti da qualsiasi tipo di comunicazione con il Prefetto. La vendita online costituisce – in base a quanto detto in precedenza – un’attività consentita in questo periodo di crisi. Proprio per questo motivo essa non deve sottostare a nessun tipo di regola di comunicazione con il Prefetto.

La vendita online non è un’attività funzionale allo svolgersi delle attività permesse, rappresenta in se’ un’attività permessa. Dunque, esente dalla lettera d art. 1, n. 1 che stabilisce quanto segue:

“restano sempre consentite anche le attivita’ che sono funzionali ad assicurare la continuita’ delle filiere delle attivita’ di cui all’allegato 1, nonche’ dei servizi di pubblica utilita’ e dei servizi essenziali di cui alla lettera e), previa comunicazione al Prefetto della provincia ove e’ ubicata l’attivita’ produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attivita’ consentite”.

Tuttavia, l’eventuale comunicazione al Prefetto, non sarebbe un errore – bensì uno sforzo non necessario in quanto non richiesto dal decreto.

Le interpretazioni del decreto: cosa bisogna fare realmente?

Ovviamente, come spesso capita in seguito a cambiamenti così radicali, le interpretazioni della normativa sono varie e variegate. La situazione è critica e gli e-commerce si dividono tra chi chiude e chi invece porta avanti la propria attività. In questo articolo abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza su quanto stabilito dalla normativa in modo da tranquillizzare tutti i proprietari di e-commerce. Infatti: è possibile continuare normalmente con la propria attività di e-commerce senza alcun tipo di vincolo.

E-commerce coronavirus: possibili problemi

Tuttavia, sarebbe irresponsabile dire che non ci saranno disagi. I problemi saranno molti: dai ritardi dei corrieri alle restrizioni geografiche.

Un aspetto importante da sottolineare è il problema direttamente legato a questo decreto. Essendo, difatti, la produzione di beni non necessari bloccata, potrà rivelarsi un problema per gli e-commerce la ricezione delle merci dai fornitori.

In questo caso, e nel caso in cui le scorte di magazzino siano terminate, sarà necessario – se non vendi beni di prima necessità – che tu ti rifornisca all’estero.

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