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Il carrello abbandonato rappresenta rappresenta una perdita di fatturato per il tuo ecommerce.

Quando i clienti aggiungono prodotti al carrello senza concludere il pagamento, si parla di carrello abbandonato.

Con il giusto approccio e i giusti consigli però, può diventare un’occasione per fidelizzare i clienti e recuperare le vendite.

In questo articolo, scopriremo come ridurre il tasso di abbandono dei carrelli, con strategie efficaci per migliorare l’esperienza di checkout e aumentare le vendite del tuo negozio online.

Cos’è il carrello ecommerce?

Il carrello ecommerce, conosciuto anche come carrello acquisti, è un contenitore virtuale dove i clienti di un negozio online inseriscono i prodotti da acquistare.

Il carrello ecommerce è quindi il punto di inizio del processo di checkout ecommerce.

Tuttavia, la procedura di acquisto non sempre va a buon fine e può capitare che i clienti decidano di interrompere il checkout senza concludere l’ordine: in questo caso, si parla di carrello abbandonato.

Quali sono le cause di abbandono dei carrelli?

Secondo Baymard Institute, quasi il 70% di tutti i carrelli ecommerce vengono abbandonati prima di concludere l’acquisto.

Inoltre, SaleCycle ha rivelato che il tasso di abbandono del carrello per i settori moda, retail e viaggi è in media del 80,68%.

In altre parole, di 100 carrelli ecommerce riempiti, sono appena 20 quelli portati a termine.

Ma cosa spinge i clienti ad abbandonare il carrello prima di completare il pagamento?

Nel 60% dei casi, il motivo è la mancanza di una reale intenzione d’acquisto da parte dell’utente, che sfoglia le pagine del negozio online senza mai iniziare la procedura di checkout.

Carrelli ecommerce

Per quanto riguarda i carrelli abbandonati dopo aver cominciato il checkout, Baymard Institute ha evidenziato che le principali cause di carrello abbandonato nel 2022 sono:

  1. Costi extra troppo alti (spedizione, tasse, spese): 48%;
  2. Necessità di creare un account: 24%;
  3. Consegna troppo lenta: 22%;
  4. Sito percepito come poco affidabile: 18%;
  5. Procedura di checkout troppo lunga e complicata: 17%;
  6. Impossibilità di conoscere in anticipo il costo totale dell’ordine: 16%;
  7. Errori o crash del sito web: 13%;
  8. Politica sui resi poco soddisfacente: 12%;
  9. Metodi di pagamento non sufficienti: 9%;
  10. Carta di credito rifiutata: 4%.

Conoscere le cause più frequenti dell’abbandono dei carrelli permette di rimuovere gli ostacoli che interrompono il checkout e aumentare le vendite ecommerce.

Come ridurre il tasso di abbandono dei carrelli

Con la premessa che il checkout perfetto non esiste, ecco alcune strategie efficaci per ridurre il tasso di abbandono dei carrelli e aumentare il tasso di conversione del tuo negozio online.

Ottimizza l’esperienza di checkout

Un checkout che funziona male non è molto nocivo per il tuo business, ma anche frustrante per i clienti.

Ottimizza l’esperienza di checkout tramite un’interfaccia a step che mostra i passaggi rimasti prima del pagamento.

Verifica che il checkout funzioni correttamente anche da mobile e valuta la possibilità di inserire una chat per assistere i clienti in tempo reale durante la procedura di pagamento.

Ricorda di dotarti di un software di analisi delle spedizioni, che ti permetta di monitorare i trend dei tuoi tassi di reso e molti altri dati come i prodotti che vengono restituiti maggiormente e le motivazioni dei tuoi clienti. In questo modo potrai ottenere informazioni fondamentali per prendere le scelte corrette nell’ottimizzare il checkout del tuo ecommerce.

Offri il checkout senza obbligo di registrazione

Il secondo motivo più frequente per l’abbandono dei carrelli è la necessità di creare un account per procedere al pagamento.

In questo caso, la soluzione è semplice: offrire la possibilità di pagare senza registrare un account, tramite il checkout come ospite, e invitare il cliente a registrarsi solo dopo aver concluso il pagamento, per esempio inviando un codice promozionale per il prossimo acquisto nell’email di conferma dell’ordine.

Mostra i costi totali dell’ordine prima del pagamento

L’aumento imprevisto dei costi totali può spaventare il cliente e provocare l’abbandono del carrello.

Per evitare che ciò accada, comunica in anticipo tutti i costi aggiuntivi (come le spese di spedizione) durante la navigazione o prima di iniziare la procedura di checkout.

Trasmetti fiducia con badge e recensioni

Per aumentare la fiducia dei clienti che acquistano per la prima volta sul tuo negozio, inserisci i badge dei provider di pagamento e rassicurali sulla sicurezza dei pagamenti.

Inoltre, sfrutta la prova sociale e includi le recensioni dei clienti all’inizio del checkout per convincere anche gli shopper più indecisi.

Migliora la velocità di consegna e la politica sui resi

Il 68% degli acquirenti online in Italia si aspetta di ricevere il proprio ordine entro 3-5 giorni dal momento dell’acquisto.

Ciò significa che ottimizzando la velocità di spedizione degli ordini – indicando i tempi di consegna al momento del checkout – offrirai un ottimo incentivo per completare l’acquisto.

Per riuscirci, puoi gestire le spedizioni ecommerce con un software per spedizioni come Sendcloud. Con Sendcloud puoi automatizzare le operazioni di evasione, invio e consegna degli ordini e gestione dei resi.

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Come recuperare i carrelli abbandonati: consigli e strategie

Se nessuna di queste strategie per ridurre il tasso di abbandono dei carrelli ha portato risultati efficaci, non temere: esistono tattiche per recuperare i carrelli abbandonati e convincere i clienti a concludere l’ordine, anche dopo che hanno lasciato il sito.

Sfrutta l’email marketing per recuperare i carrelli abbandonati

L’email marketing viene spesso utilizzata per fare upselling e cross-selling dagli ecommerce. Ma è canale molto efficace sopratutto per il recupero dei carrelli abbandonati.  Eccoti due consigli semplici da mettere in pratica per massimizzare le tue possibilità di successo:

  1. Batti il ferro finché è caldo: il momento migliore per inviare la prima email di recupero carrello è circa un’ora dopo l’interruzione del checkout. Nei primi 60 minuti, l’utente è più propenso a concludere l’acquisto e alcune ricerche hanno evidenziato che il tasso di conversione può raggiungere il 19%. Se non funziona, manda una seconda email – circa 24 ore dopo – facendo leva sul senso di urgenza e scarsità, per esempio, informando il cliente che le merci in magazzino non si possono riservare. Se anche questo messaggio non riesce a convincere l’utente, prova con un ultimo tentativo inviando una terza email 72 ore dopo e includi un codice sconto esclusivo per incentivare il cliente a completare l’acquisto.
  2. Sfrutta la prova sociale: includi recensioni e commenti positivi per convincere il cliente a concludere l’acquisto. Se ne hai l’autorizzazione, puoi anche utilizzare i contenuti condivisi dagli utenti sui social per aumentare la fiducia degli acquirenti.

Utilizza il retargeting sui social per recuperare i carrelli abbandonati

Gli annunci di retargeting ti permettono di mostrare gli stessi prodotti che i clienti hanno aggiunto al carrello senza concludere l’acquisto.

Il luogo più adatto dove pubblicare le inserzioni di retargeting sono i social network, che offrono anche l’opportunità di fare social commerce e conquistare la vendita senza costringere gli utenti a lasciare il proprio feed.

Conclusioni

Bene, siamo giunti al termine di questa nostra pratica guida per ridurre il tasso di abbandono del carrello del tuo ecommerce.

Come abbiamo visto, le strategie che puoi mettere in atto, per prevenire il problema o correre ai ripari subito dopo, sono diverse. Noi ti suggeriamo di testare quelle migliori per il tuo business e provare a ottimizzare ambedue i processi, quello di ottimizzazione del checkout e quello di recupero dei carrelli abbandonati.

Non sottovalutare questo aspetto del tuo business online: può davvero fare la differenza in termini di crescita e revenue.

Infine, non dimenticare che le spedizioni giocano un ruolo importantissimo nell’esperienza d’acquisto utente e anche nel successo del tuo business.

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Davide Bessi

Scrivo contenuti che aiutano i venditori online italiani ed europei ad ottimizzare senza frizioni la gestione di corrieri, spedizioni, tracking e resi del loro e-commerce.

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